Il GEOPARC Bletterbach getta le basi per il futuro
Il più piccolo sistema del Patrimonio Mondiale UNESCO delle Dolomiti amplia le proprie attività. Potenziamento del centro di ricerca e coinvolgimento della popolazione.
BOLZANO (USP). Un luogo unico al mondo, dove si possono leggere 270 milioni di anni di storia della Terra: con la gola del Bletterbach tra Aldino e Redagno, l’Alto Adige possiede “un patrimonio che ci rende orgogliosi, un fiore all’occhiello a livello internazionale, ma anche un gioiello. Il nostro obiettivo è quello di rendere ancora più visibile questo potenziale e di svilupparlo ulteriormente insieme alla popolazione”, ha sottolineato l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima Peter Brunner durante la conferenza stampa al GEOPARC Bletterbach tenutasi il 26 maggio a Palazzo Widmann, a Bolzano.
Il monumento naturale del Bletterbach costituisce il più piccolo dei nove sistemi che compongono il Patrimonio Mondiale UNESCO delle Dolomiti. Il coordinamento del Patrimonio Mondiale in Alto Adige è affidato alla Ripartizione provinciale Natura, Paesaggio e Sviluppo del territorio. “La loro esperienza è stata determinante per l’elaborazione della legge provinciale n. 13/2023, che affida loro il coordinamento di tutti i riconoscimenti UNESCO in Alto Adige”, ha spiegato l’assessore provinciale.
“Oltre al suo valore scientifico come laboratorio naturale all'aperto, il GEOPARC Bletterbach apporta un tangibile valore aggiunto alla regione e rafforza lo sviluppo locale”, ha sottolineato Brunner. “Attualmente stiamo quindi lavorando a un nuovo modello di finanziamento per il GEOPARC, che in futuro garantirà una maggiore sicurezza nella pianificazione”.
Obiettivo attività tutto l'anno
Ciò si è reso necessario anche a causa del forte sviluppo registrato negli ultimi anni: come ha sottolineato Peter Daldos, presidente del GEOPARC Bletterbach, il GEOPARC conta ormai tra i 40.000 e i 50.000 visitatori provenienti da tutto il mondo in circa sei mesi di apertura. “Nel 2005, in occasione dell’inaugurazione del centro visitatori ad Aldino, si era ipotizzata una affluenza di circa 17.000 visitatori”, afferma Daldos. Con la trasformazione in un’azienda speciale del Comune di Aldino nel gennaio 2026, il GEOPARC si sta quindi riorganizzando: “Vogliamo arrivare a un’attività aperta tutto l’anno, come attrazione turistica, ma soprattutto come centro di ricerca”.
Per attuare questo nuovo orientamento, Hannah Pomella, ricercatrice specializzata in geologia alpina, ha assunto nel 2025 la direzione del GEOPARC Bletterbach. “La gola del Bletterbach continuerà a non essere accessibile in inverno. L’obiettivo è tuttavia quello di ampliare il centro visitatori e di aprirlo tutto l’anno. Parallelamente, stiamo ampliando l’offerta per i visitatori e le classi scolastiche”, ha spiegato Pomella.
Attrazione turistica e centro di ricerca
Un altro punto chiave è il potenziamento del polo di ricerca di Bletterbach. “Come in nessun altro luogo al mondo, nella gola del Bletterbach è possibile ricostruire la paleoecologia del Permiano, 260 millioni di anni fa, grazie alle numerose impronte di sauri e ai resti fossili di piante”, ha riferito la direttrice. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA – European Space Agency) sfrutta la similarità delle rocce sedimentarie con quelle presenti sul Marte ed organizza ogni anno corsi di addestramento per astronauti nella gola del Bletterbach.
In qualità di partner principale del progetto Interreg “CRITIS – Punti di svolta critici nel sistema terrestre. Lezioni dal passato per il futuro”, il GEOPARC riesce ad acquisire finanziamenti esterni.
Un obiettivo importante è anche quello di coinvolgere la popolazione: con eventi per scuole e associazioni, ma anche per gli abitanti dei paesi di Aldino e Redagno, al fine di rafforzare l’identificazione con il patrimonio mondiale dell’UNESCO.
mpi/gm

Galleria di immagini
Documenti da scaricare
- La presentazione utilizzata nella conferenza stampa » [PDF 2 MB]
- Patrimonio mondiale dell'UNESCO: il presidente Peter Daldos, l'assessore provinciale Peter Brunner e la direttrice Hannah Pomella (da sinistra) hanno illustrato l'unicità del GEOPARC Bletterbach e delineato la via verso il futuro. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Il GEOPARC Bletterbach getta le basi per il futuro: in circa sei mesi di apertura ha ormai raggiunto un numero compreso tra 40.000 e 50.000 di visitatori provenienti da tutto il mondo. Al momento della sua fondazione nel 2005, le previsioni parlavano di 17.000 visitatori. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- La direttrice del GEOPARC Hannah Pomella ha rimarcato l'importanza della gola del Bletterbach per ricostruire la paleoecologia del Permiano: "L'obiettivo è quello di potenziare le collaborazioni nel campo della ricerca, ma anche l'offerta per i visitatori". (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Il presidente del GEOPARC Bletterbach, Peter Daldos, sottolinea: "Vogliamo arrivare a un’attività aperta tutto l’anno, come attrazione turistica, ma soprattutto come centro di ricerca”. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 3 MB]
- Durante la conferenza stampa tenutasi il 26 maggio a Palazzo Widmann, l'assessore provinciale alla Protezione dell'ambiente, della natura e del clima Peter Brunner ha sottolineato: “Oltre al suo valore scientifico come laboratorio naturale all'aperto, il GEOPARC Bletterbach apporta un tangibile valore aggiunto alla regione e rafforza lo sviluppo locale”. (Foto: LPA/Fabio Brucculeri) » [IMG 3 MB]


