Più sicurezza in Val Badia: rafforzamento misure di protezione

12/06/2026, 10:10

La Giunta provinciale approva la variazione delle caratteristiche tecniche dell'intervento a San Martino in Badia, nel tratto fra Longega e Piccolino.

Il 12 giugno la Giunta provinciale ha approvato la variazione delle caratteristiche tecniche del secondo intervento di messa in sicurezza in Val Badia. L'intervento riguarda il tratto compreso tra Longega e Piccolino, nel comune di San Martino in Badia. (Foto: USP/Dipartimento Infrastrutture e Mobilità)
Il 12 giugno la Giunta provinciale ha approvato la variazione delle caratteristiche tecniche del secondo intervento di messa in sicurezza in Val Badia. L'intervento riguarda il tratto compreso tra Longega e Piccolino, nel comune di San Martino in Badia. (Foto: USP/Dipartimento Infrastrutture e Mobilità)

BOLZANO/SAN LORENZO/MAREBBE/SAN MARTINO IN BADIA (USP). Il 12 giugno la Giunta provinciale ha approvato la variazione delle caratteristiche tecniche del secondo intervento di messa in sicurezza nella Val Badia. L'intervento riguarda il tratto tra Longega e Piccolino nel comune di San Martino in Badia. In quella zona, le condizioni geologiche rendono la strada sempre più soggetta a frane e colate detritiche. Tra il 2021 e il 2023 in quest'area si sono verificati ripetuti episodi di caduta di massi; inoltre, il bosco di protezione circostante è stato indebolito dal bostrico.

“Per le strade nelle valli e in montagna, la sicurezza delle persone viene prima di tutto”, sottolinea l'assessore provinciale alla Mobilità e alle Infrastrutture Daniel Alfreider. “Le nuove conoscenze tecniche dimostrano che l'intervento deve essere pianificato in modo più mirato e solido. In questo modo proteggiamo meglio coloro che utilizzano quotidianamente questo collegamento: pendolari, famiglie e ospiti”.

L'adeguamento si basa su approfondite indagini geologiche, idrauliche e tecniche. Queste hanno dimostrato che le aree da mettere in sicurezza sono più estese e le misure di protezione necessarie più complesse rispetto a quanto ipotizzato nella stima iniziale. Sono previsti, tra l'altro, barriere protettive contro la caduta massi più resistenti, misure contro possibili colate detritiche e l'adeguamento delle opere idrauliche.

“Le analisi approfondite hanno definito con maggiore precisione il quadro dei rischi”, spiega l'ingegnere Stefano Fox, responsabile del progetto. “Le simulazioni 3D e le analisi idrauliche dimostrano che occorrono sistemi di protezione di dimensioni maggiori. L'obiettivo è ora quello di adattare correttamente gli interventi alle condizioni reali del versante”. L'approfondimento del progetto prevede circa 36 barriere paramassi per una lunghezza totale di circa 1247 metri. A seconda del tratto, sono necessarie barriere con una capacità di assorbimento di energia compresa tra 2000 e 3000 kilojoule, localmente fino a 5000 kilojoule, e altezze comprese tra 4 e 7 metri.

Il budget è stato aggiornato di conseguenza a 4 milioni di euro. La copertura finanziaria è garantita nell'ambito della programmazione prevista.

red/kat/gm